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“Mind the gap!”: avere fiducia nelle tecnologie è fondamentale

16/11/2022 By

Mind the gap! (“Fa attenzione al buco”) è la famosa espressione che avverte i viaggiatori londinesi di ricordarsi del gradino (“gap“) tra il vagone e il marciapiede quando salgono e scendono dai treni. Non è un caso che questo messaggio breve, di facile comprensione, sia utilizzato oggi internazionalmente per indicare di far attenzione allo spazio, al divario che esiste in tutti i campi della società umana, economico, professionale, culturale e sanitario che sia, tra chi può e chi non può. Tra chi ne ha la possibilità e chi no. Tra chi conosce e chi non conosce.

Non è facile identificare nelle politiche sanitarie una linea di pensiero che metta d’accordo i decisori europei sul tema della fiducia dell’utilizzo della tecnologia e della digitalizzazione. Non tanto se le tecnologie siano o meno utili o necessarie – questo lo diamo per scontato, quanto invece ne debbano essere introdotte affinché la sanità sia accessibile a tutti.

L’esito delle discussioni su questo tema è documentato nel rapporto redatto dal gruppo Digital Health Advisory Group for Europe (DHAGE) durante un meeting di alto livello (titolo: “Mind the gap in Digital Health: Trust”), uscito lo scorso giugno 2022, che si è concentrato sulle azioni collaborative, su raccomandazioni politiche e suggerimenti per iniziative strategiche congiunte.

Forte dei lavori della conferenza europea HIMSS & Health 2.0 (European Conference Advisory Council), il cui obiettivo era creare temi politici per la conferenza annuale che fossero di rilevanza nazionale per i suoi paesi membri, il Digital Health Advisory Group for Europe (DHAGE) ha prodotto un documento che analizza l’importanza di un requisito fondamentale quando si parla di salute pubblica: la fiducia.

Ma cosa si intende per fiducia e in cosa la si deve riporre?

Con fiducia si identifica quella spinta che consente ai pazienti e a tutti i professionisti sanitari (che sono pazienti pure loro) di capire quanto la condivisione dei dati tra diverse reti, servizi e i loro partecipanti sia fondamentale per spingere la trasformazione digitale della salute e dell’assistenza in Europa. Riformare l’ecosistema sanitario globale, attraverso il potere delle informazioni e della tecnologia, che sta subendo un cambiamento senza precedenti, alimentato da una innovazione dirompente e una rinnovata attenzione alla cura centrata sul paziente.

Nel rapporto vengono messi in evidenza gli strumenti necessari per guadagnare, mantenere e, se necessario, riconquistare la fiducia delle persone (pazienti e medici) nei servizi sanitari digitali. Per innescare risultati positivi a lungo termine per la società nel suo insieme, la fiducia, secondo gli esperti europei, è un requisito fondamentale che consente di portare avanti i progressi registrati dopo la pandemia COVID-19, e garantire che le tecnologie utilizzate in sanità possano contribuire a migliorare l’accesso equo per tutti anche negli anni che verranno.

Nel documento, reperibile sul sito di HIMISS (Healthcare Information and Management Systems Society), che è l’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che promuove l’uso della tecnologia dell’informazione per migliorare i risultati sanitari dei pazienti, vengono esaminati temi strettamente interconnessi:

  • Il ruolo della proposta di legislazione EHDS (European Health Data Space) nella costruzione e nel mantenimento della fiducia;
  • Le sfide particolari della fiducia nell’uso delle terapie digitali (DtX);
  • L’importanza di imparare dai fallimenti nella costruzione della fiducia.

Tutti e tre i temi hanno evidenziato che la fiducia è sfaccettata e che richiede che vengano prese in considerazione le prospettive e le esigenze di tutte le parti interessate nell’ecosistema della salute digitale: cittadini, pazienti, operatori sanitari (HCP – Home Care Premium, Assistenza domiciliare per persone non autosufficienti), industria e responsabili politici. Ogni comunità deve essere coinvolta, ascoltata e nutrita, poiché perdere la fiducia di una comunità potrebbe minare la fiducia per tutti.

Secondo gli esperti del Digital Health Advisory Group for Europe (DHAGE) per cominciare è necessario:

  • sviluppare un quadro legislativo che sostenga iniziative più ampie per contribuire a creare e mantenere la fiducia in una solida governance dei dati e nella qualità dei dati nell’EHDS (European Health Data Space), lo Spazio europeo dei dati sanitari;
  • utilizzare la collaborazione internazionale ed europea per garantire che le terapie digitali emergenti siano accettate ed utilizzate dai professionisti e apportino reali benefici ai pazienti;
  • sviluppare atteggiamenti e ambienti che supportino la discussione aperta sui fallimenti, in modo che tutte le parti interessate possano confidare che gli errori aiutino a evitare futuri errori.


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Marzia Lucianer: Marzia Lucianer, giornalista scientifica, responsabile Press Office and Digital Communication di TrentinoSalute4.0