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Key to Health: al lavoro si può curare la propria salute

19/11/2019 By

Promuovere sani stili di vita sui luoghi di lavoro, è questo l’obiettivo del progetto “Key to Health che Provincia autonoma di Trento, Azienda sanitaria, FBK e Inail, in collaborazione con il Centro di competenza per la sanità digitale TrentinoSalute4.0, stanno portando avanti da oltre tre anni. Oggi la sintesi del percorso, in un affollato convegno ospitato nel Centro servizi sanitari di viale Verona, aperto dai saluti dell’assessora provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana. “Questo progetto è stato seguito con impegno e passione dall’Assessorato alla salute, perché un ambiente di lavoro che stimola al benessere ci può consentire di contrastare alcune delle cronicità più diffuse, come diabete e malattie cardiovascolari. Accanto a questo percorso – ha concluso l’assessora Segnana – stiamo cercando altre strategie efficaci per promuovere la prevenzione della salute sui luoghi di lavoro”.

Accanto all’assessore Segnana vi era anche il dirigente generale del Dipartimento provinciale salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti, che ha illustrato la centralità di un progetto come questo a fronte dell’invecchiamento generale della popolazione e la necessità, illustrata anche durante gli Stati Generali della Montagna, che ogni individuo sia “responsabile della propria salute”.
Quindi il direttore sanitario di Apss, Claudio Dario, che ha portato i saluti anche del direttore generale Paolo Bordon, ha evidenziato come sia ormai imprescindibile sviluppare corretti stili di vita negli ambienti di lavoro, proprio per limitare le tante malattie correlate ai contesti lavorativi, mentre la direttrice Inail sede di Trento Stefania Marconi ha spiegato come Key to Health” consenta un approccio complessivo al mondo delle malattie correlate al lavoro, di prevenzione, perché è ormai sempre più fondamentale investire sul futuro dei propri dipendenti dal punto di vista della salute.
Infine Paolo Traverso, direttore del Centro ICT di FBK ha concluso spiegando come la Fondazione si occupi di ricerca “legata ai problemi veri e reali delle persone, della società e delle istituzioni”. Di qui la decisione di aderire a “Key to Health“: “A fronte di un progressivo invecchiamento della popolazione e di un aumento costante delle malattie croniche – è stato il commento di Traverso – la salute va gestita in modo nuovo, non più solo negli ospedali, ma anche nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro”. A moderare questa prima parte è stato il direttore dell’Ufficio provinciale Innovazione e Ricerca Diego Conforti.
I lavori quindi sono entrati nel vivo con un intervento che ha toccato il tema del benessere nei luoghi di lavoro e dei parametri che lo determinano a cura di Giorgio Gosetti, professore dell’Università di Verona, cui è seguito un approfondimento sulle strategie per motivare i lavoratori, tramite modelli scientificamente validati, a cura dello psicologo Valter Spiller.
Nella seconda parte della mattinata è stato presentato il progetto “Key to Health” e alcuni dei suoi principali risultati.

“Key to Health” unisce Provincia autonoma di Trento, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Fondazione Bruno Kessler e Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, con la collaborazione del Centro di competenza per la sanità digitale TrentinoSalute4.0. Si è sviluppato tra il 2017 e il 2019 con l’obiettivo di definire un modello organizzativo adatto a sostenere gli addetti delle aziende trentine affinché si prendano a cuore il proprio benessere fisico. La promozione della salute nei luoghi di lavoro ricade a livello internazionale sotto l’etichetta “Workplace Health Promotion“.
Due le fasi di sperimentazione, una prima fase nel 2017 in FBK e una seconda fra la Provincia e l’Azienda sanitaria. Nel complesso sono stati invitati a partecipare oltre 1000 lavoratori, di cui 258 (il 25%) hanno risposto al questionario che prevedeva anche la misura di diversi parametri: body mass Index, circonferenza addominale, pressione arteriosa, attività fisica, fumo e alcol, alimentazione, dati di analisi come trigliceridi e glucosio, motivazione.
Fra tutti i lavoratori che hanno aderito, sono stati selezionati 46 soggetti a rischio cardiovascolare e/o diabete e sottoposti a un percorso di prevenzione con l’ausilio del medico competente e di un professionista di supporto, nonché di tecnologie per l’automonitoraggio (dispositivi indossabili e applicazioni per lo smartphone).
I risultati hanno confermato la bontà dell’iniziativa sotto il profilo clinico, motivazionale e organizzativo. Inoltre hanno consentito di mettere in luce gli esiti del modello di intervento elaborato che le aziende potranno liberamente e gratuitamente adottare se volessero realizzarlo nella propria realtà. Specifici strumenti operativi (manuale, sito, formazione, ecc.) saranno resi disponibili per tutte le aziende sul sito di Trentino Salute della PAT.
La mattinata si è conclusa con una tavola rotonda, moderata dal giornalista del Corriere del Trentino Enrico Franco, in cui si sono confrontati i rappresentanti delle realtà produttive, sindacali e della prevenzione sanitaria del Trentino. (at/ml)

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